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EVENTI - Una massa critica si aggira per la città
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Ottobre 2007

DIVERTIMENTO, SVAGO, RELAX, MUSICA. PURCHÉ SIA IN SELLA A UNA BICI


di Ilaria Ferri

C’è una massa critica, a Frosinone. E forse, durante un sabato di shopping, l’avete incontrata per le strade della città. Segni di riconoscimento: l’uso della bicicletta, tante facce giovani, un po’ di musica e la voglia di dimostrare che un altro modo di vivere il tessuto urbano esiste. È questa la filosofia della Critical mass, un termine inglese che indica una comitiva di ciclisti che, a cadenza regolare, si fa largo in un paesaggio fatto d’asfalto e palazzi. Di cosa parliamo, quando parliamo di Cm? Lo abbiamo chiesto a due dei promotori dell’iniziativa, Alessandro Scerrati e Corrado Ruspandini.

Dove e come nasce la Critical Mass?

“A San Francisco, nel 1992. Alanciare l’iniziativa è Chris Carlsson, un cittadino esasperato dal traffico della sua città. In breve tempo, la Cm si è diffusa negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo. In Italia le prime manifestazioni si sono tenute a Milano e Roma intorno al ‘99. Oggi, sono oltre quattrocento le città dove si svolge regolarmente”.

Perché “importarla” anche a Frosinone?

“L’idea è venuta ad alcuni amici che hanno sempre avuto a cuore le tematiche riguardanti la qualità della vita nella propria città. Attraverso internet e il nostro blog (www.rafaganidangereux. splinder.com) abbiamo lanciato questa iniziativa sulla scia di altre località italiane”.

Come avvengono i raduni della Cm?

“I primi appuntamenti sono stati pubblicizzati tramite volantinaggio e manifestini autoprodotti. In seguito, la Cm ha beneficiato del passaparola tra i partecipanti; a poco a poco il numero di ciclisti urbani è cresciuto fino ad arrivare a circa cinquanta presenze. Per coordinarci abbiamo creato un blog (www.cmfrosinone.splinder.com) nel quale vengono annunciate le date degli incontri, e inseriti video e foto delle varie Cm svolte”.

Quali sono i percorsi che finora avete compiuto?

“Il ritrovo è al piazzale del campo sportivo. Abbiamo attraversato esclusivamente la parte bassa della città. Ma non esiste un “giro” stabilito perché viene determinato di volta in volta da chi è in testa alla massa”.

Nel corso della Cm c’è spazio anche per la musica…

“Alcuni di noi hanno installato sulla propria bici un piccolo impianto stereo. La musica fa parte della filosofia della Cm: divertimento, svago, relax, aggregazione. In questi tempi di fobie e allarmismi, scusate se è poco”.

Che reazioni avete notato tra le persone, al vostro passaggio?

“I pedoni ci guardano incuriositi, non sono abituati a vedere una massa di biciclette che si riappropria delle strade. Per quanto riguarda gli automobilisti, al di là di qualche sporadico “strombazzamento”, a Frosinone non abbiamo avuto particolari problemi”.

C’è un collegamento con le iniziative simili di altri comuni?

“Tra i partecipanti alle varie Cm sparse in tutta Italia c’è grande solidarietà e assistenza, grazie anche ad internet. Siamo in contatto con la Cm di Latina e alcuni di noi a volte partecipano a quella di Roma. In seguito ad alcuni episodi “repressivi” subiti, abbiamo incassato solidarietà da molte Cm nazionali, in particolare dai ragazzi di Torino e Catania”.

Qual è lo spirito di una Cm?

“Tende a diversificarsi in base alla soggettività dei partecipanti. Ognuno partecipa a suo modo e per un suo motivo. C’è chi lo fa per sensibilizzare sulle tematiche ambientali, alcuni per socializzare, altri perché amano la bicicletta, altri ancora per protestare contro l’utilizzo irresponsabile dell’automobile”.

È aperta a tutti?

“Sì, a tutti quelli che hanno a cuore la città, tranne a chi cerca di strumentalizzare l’evento attraverso bandiere politiche o simboli di partito”.

Come appare la città vista da una bicicletta?

“Appare più bella. Una città a misura di bici è senz’altro migliore di una a misura di Suv. Tra l’altro le strade paralizzate dal traffico si percorrono più velocemente in bici. E le due ruote non inquinano!”.

Le vostre uscite in bicicletta hanno avuto eco anche tra gli amministratori: avete incontrato anche il primo cittadino di Frosinone, cosa ne pensa della vostra iniziativa?

“L’attuale sindaco, nel corso di una nostra Cm, ha avuto occasione di osservarci e il giorno seguente ci ha ricevuto per parlare dei problemi legati alla mancanza di strutture che incentivino l’utilizzo della bicicletta. Dopo i dieci anni dell’amministrazione precedente, sorda a qualsiasi tipo di richiesta promossa da semplici cittadini, c’ha rincuorato il fatto di sapere che la politica locale non viene più svolta in una torre d’avorio, ma è più aperta alle esigenze di chi questa città la vive. Speriamo che questa apertura del sindaco Marini porti a risultati concreti per il miglioramento della qualità della vita, visto che, negli ultimi anni, statistiche alla mano, Frosinone è peggiorata. E non veniteci a sbandierare la villa comunale...”.

Perché prendere parte a una Cm?

“Perché è un atto d’amore verso Frosinone. Se ogni persona, almeno una volta al mese, per un’ora, rinunciasse all’automobile, i vantaggi sarebbero per tutti e non solo per noi. Il bene comune è un valore. In questa città molti lo hanno dimenticato”.

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